Buone Pratiche

Accompagnare i ragazzi: la tutoria all’Istituto Sociale

  1. La “filosofia educativa” della tutoria

 “La tutoria comporta che si comprenda che la scuola è il luogo della crescita globale della persona, in tal senso nella Pedagogia ignaziana essa esprime, più che una soluzione pratica, una filosofia esistenziale.

Il protagonista ed il vero soggetto dell’itinerario di studio e di crescita è l’alunno, e il tutore lo accompagna nella rilettura costante della propria esperienza per interiorizzarla e per dar consapevolezza e significato a quello che vive.

In questo senso la relazione tutoriale diviene lo strumento specifico affinché la persona possa accedere alla propria autonomia di studio/ricerca e alla propria originalità personale”.

(Carmagnani – Danieli – Denora,

Un paradigma Pedagogico Didattico per la scuola che cambia, p.115)

 

Tre sono le parole-chiave che insieme ci sono sembrate utili per provare a esplicitare la filosofia educativa che sottende l’azione tutoriale. Sono parole che vorrebbero anche sintetizzare la ricchezza di quello che può essere vissuto nella relazione alunno-tutore. Esse sono:

Accompagnamento – Consapevolezza – Orientamento

La prima parola, accompagnamento, sintetizza la posizione e la modalità di azione del tutor nei confronti dell’alunno. Per capire questa parola proviamo a chiederci “quando accompagniamo qualcuno, cosa facciamo?”

L’intenzione positiva di cura della persona, che sottende l’azione dell’accompagnare, è evidente. Voler accompagnare è prima di tutto non voler lasciare solo colui che si trova a dover fare un cammino e questo nell’intento di proteggerlo innanzitutto dalle peggiori insidie della solitudine, l’inermità, lo scoraggiamento, lo smarrimento; e poi anche da difficoltà meno eclatanti e tuttavia pur sempre penalizzanti: l’incapacità di vedere tutto il positivo potenziale e attuale, presente nel cammino, passandogli semplicemente accanto, senza apprezzarlo, valorizzarlo, moltiplicarlo.

Diventa quindi evidente che l’accompagnamento non è riservato a colui che nel cammino stenta, ma è per tutti coloro che in qualche modo sono “in cammino” e che procedono più o meno speditamente.

L’accompagnamento infine non è sostituzione: il soggetto responsabile del cammino è e resta sempre l’alunno; la sua condizione di accompagnato non lo dispensa dal compiere alcun passaggio del cammino; l’accompagnatore non è lì per evitargli qualche passaggio scomodo e magari per farlo al posto suo. E’ lì per essere vicino all’alunno in tutti i passaggi del cammino che sarà l’alunno stesso a dover compiere.

La seconda e la terza parola, consapevolezza e orientamento, si riferiscono al contenuto dell’azione del tutor e all’obiettivo del suo accompagnare l’alunno.

In primo luogo l’azione tutoriale mira a promuovere la riflessione su ciò che è stato ed è il vissuto ed il percorso scolastico dell’alunno al fine di farlo progredire nell’acquisizione di consapevolezza e, dunque, nell’assunzione di responsabilità riguardo a sé e al proprio cammino.

Come va? Come è andata? Che succede ed è successo? Perché succede ed è successo così? Cosa sto facendo? A che punto sono? Che senso ha quello che faccio? Io dove sono rispetto alle cose che faccio?

Sono queste il genere di domande che saranno protagoniste della promozione della consapevolezza.

In secondo luogo, preso atto dello stato e della posizione del cammino, nonché della sua provenienza, la tutoria aiuta a promuovere la maturazione di un orientamento circa il “Dove voglio, posso e conviene andare? Come andarci? Ecc. Anche attraverso l’azione tutoriale prende man mano forma la direzione di un cammino che è quello unico e originale della persona accompagnata e che si fonda sul prendere in mano le proprie capacità e potenzialità, scoperte proprio durante la strada fino allora percorsa, per diventare sempre più protagonisti di quella storia inedita che è la propria vita.

Orientamento dice qui accompagnamento della persona verso la consapevolezza della sua identità, del suo progetto di vita, maturati nel discernimento e nella assunzione di scelte motivate e responsabili.

Gli ambiti della tutoria

Gli ambiti principali della tutoria ed in particolare quelli di un colloquio tutoriale sono:

lo STUDIO: con gli aspetti legati al metodo, alle difficoltà incontrare, alla formulazione del proprio piano di studio…

la SOCIALIZZAZIONE: con gli aspetti legati alle difficoltà che si possono riscontrare in essa, ma anche alle potenzialità, alla gestione dei rapporti nella vita di classe, nella relazione con gli adulti, negli atteggiamenti fondamentali che la permettono, la favoriscono, la nutrono…

le ESPERIENZE di studio e di vita dove il tutore è chiamato a favorire la loro interiorizzazione e rielaborazione critica da parte dello studente.

l’ORIENTAMENTO, da intendere, come già precisato, in senso ampio e che implica la conoscenza delle proprie potenzialità, desideri, talenti… con gli aspetti legati al trovare il proprio ritmo, la propria strada e alla pianificazione dei passi per percorrerla, alla scelta, da quella più quotidiana a quella di vita…

 

  1. La tutoria e i suoi criteri.

Occorre sottolineare come ulteriore premessa che la tutoria, intesa come atteggiamento fondamentale ignaziano, deve diventare uno stile educativo condiviso, una mentalità per tutto il collegio docenti e per l’intera comunità educante.

In questo senso la tutoria è uno stile che caratterizza tutto il corpo docente ma, proprio per segnalarne la particolare importanza, alcuni docenti si sono impegnati in un cammino di formazione più specifica per accompagnare i ragazzi come “tutori individuali e/o di classe”, un compito che corrisponde ad un loro desiderio e ad un loro discernimento, che deriva anche dal sentire l’insegnamento come una sincera e profonda “vocazione”.

E’ un progetto che caratterizza tutto l’istituto, che accompagna i nostri alunni dall’infanzia al liceo, anche se ovviamente si modula e si declina in concreto in modo diversificato nei singoli plessi. Essa ci pare un punto importante su cui si gioca la nostra coerenza al progetto educativo e a quanto in esso dichiarato. Nel suo estendersi tra i plessi la tutoria è un aspetto importante della continuità laddove essa costruisce una costanza profonda di atteggiamenti e di modi di fare che possono davvero aiutare gli alunni a riconoscersi in uno stile importante per la loro crescita.

Si sono individuate modalità specifiche per ogni plesso che rispettino le finalità comuni del progetto. I criteri fondamentali sono evidentemente quelli della gradualità e della sperimentazione: si tratta cioè di procedere con passo sicuro, ma mai precipitoso, attraverso una costante rilettura delle esperienze di tutoria in modo da capire se le modalità concrete adottate siano quelle migliori e più fruttuose per realizzare le finalità educative che ci stanno a cuore.

La tutoria nella scuola dell’Infanzia e nella Primaria

Ricco e apprezzato è il lavoro dei maestri/e dell’infanzia e della primaria del Sociale nel seguire in modo attento e personale i loro alunni. Da qui nasce l’intuizione del maestro-tutor che caratterizza la nostra filosofia educativa: un maestro principale che accompagna il bambino e cura l’unitarietà del percorso, integrando in esso anche la pluralità di esperienze e materie specialistiche (inglese, informatica, religione…). Infatti la domanda fondamentale della tutoria non solo nella primaria, ma in tutti i plessi si concentra su come accompagnare il bambino nelle tappe della sua avventura scolastica ed umana qui al Sociale, su quali sono i nodi principali della sua vita scolastica ed umana in cui è bene che l’adulto educatore sia presente e quali sono gli snodi del percorso che occorre intercettare come occasione di crescita importante.

La tutoria nella Scuola secondaria di primo grado

Alla secondaria di primo grado, l’esperienza della tutoria, come tutoria di classe e tutoria individuale, attraverso lo specifico strumento del colloquio tutoriale, è consolidata da diversi anni ed è ben conosciuta alle famiglie.

Alla tutoria di classe è assegnata un’ora settimanale svolta dall’insegnante di religione all’interno delle sue ore curricolari. Per la tutoria individuale tutti i docenti della classe sono tutori ciascuno di alcuni alunni a partire dalla classe 1^ per seguirli lungo il triennio.

La tutoria al Liceo

Al Liceo un solo insegnante (e non tutti come nella scuola secondaria di primo grado) esercita la tutoria individuale nei confronti di ogni singolo alunno della classe di competenza. Si è voluto attribuire maggiore spazio ed efficacia alla tutoria costituendo a tal fine un gruppo permanente di tutori di classe, per i quali sono previsti, nel corso dell’anno, momenti specifici di formazione.

Occorre anche ricordare che, accanto alla tutoria individuale, una delle due ore di religione, definita “ora formativa”, si pone come momento forte per aiutare l’alunno a sviluppare la propria personalità e ha certamente diversi punti di contatto con lo spirito e la filosofia della tutoria.

Un ulteriore spazio per il dialogo e l’incontro personale si apre con i colloqui con i responsabili dell’animazione spirituale del Sociale.

 

Scarica la presentazione di Daniele Gimigliano

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