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Il teatro al di là del muro: una buona pratica dell’Istituto Castelli di Novara

Il teatro è un luogo magico dove ognuno impara ad esprimere il meglio di sé, a comunicare le proprie emozioni.

Non serve nient’altro che il nostro corpo e la nostra immaginazione, il gesto e la voce.

Lo sanno bene gli studenti della Scuola media Castelli e lo sanno bene i detenuti del carcere di Novara. E per la prima volta la comune passione per il teatro unisce “il dentro” e “il fuori” per creare un evento unico in cui studenti e detenuti dialogano scambiandosi reciprocamente esperienze ed emozioni in una manifestazione corale che ha dato voce ad un carcere aperto al territorio.

Per questo giovedì 7 giugno i ragazzi del laboratorio Il Boom del teatro della Scuola media Castelli di Novara hanno messo in scena il loro ultimo spettacolo, Maschere, all’interno della Tensostruttura della Casa Circondariale di Novara.

Si è trattato di uno spettacolo che rivendica per ciascuno il diritto alla propria identità, oltre gli stereotipi, la violenza e la solitudine. Per parlare del “BULLISMO” si sono ispirati a uno spettacolo teatrale del MAT (2015) e ad alcuni celebri personaggi della letteratura per l’infanzia: dal Franti di De Amicis ai fratelli Paztor dei “Ragazzi della via Paal”. Concludono lo spettacolo alcuni celebri monologhi, tutti centrati sul tema della ricerca, della conoscenza e della difesa del proprio IO.

In scena: Gloria, Etta, Silvia, Eliana, Lorenzo, Eleonora (con la partecipazione dei ragazzi delle prime due classi del laboratorio teatrale)

Il Boom del teatro della Scuola media Castelli di Novara è attivo da diversi anni nel panorama del teatro scolastico. Le attività proposte offrono l’occasione di esplorare se stessi e il piacere di condividere la propria creatività, intelligenza e sensibilitàà. A teatro si conquista fiducia in se stessi e cresce l’autostima.

Sono stati perseguiti diversi obiettivi:

  • Acquisire maggiore consapevolezza di sé e della propria potenziale espressività fisica
  • Sviluppare capacità di integrazione e relazione con gli altri
  • Approfondire i mezzi di espressione verbale (silenzio, battuta in relazione, monologo)
  • Imparare ad organizzare la propria fantasia secondo le regole del linguaggio teatrale
  • Progettare ed elaborare eventi teatrali di cui i ragazzi siano anche parzialmente autori e interpreti

Con tale iniziativa, tutti i partecipanti hanno avuto anche l’occasione di vedere lo spettacolo teatrale “Il Compare” tratto dalle novelle “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, che i detenuti della Casa Circondariale hanno preparato, insieme al film documentario, realizzato in collaborazione con il CPIA di Novara e il CESP, che verrà presentato al Festival di Spoleto che si terrà nel mese di luglio in occasione della giornata internazionale del mondo che non c’è.

Ormai da diversi anni la direzione della Casa Circondariale di Novara ha riposto particolare attenzione alle attività teatrali credendo fermamente nelle potenzialità rieducative di tale elemento del trattamento: il teatro in carcere è cultura che diventa occasione di cambiamento, luogo in cui il detenuto può ri-vedersi e sperimentare un modo nuovo di relazionarsi, scoprire capacità espressive e rielaborare il proprio vissuto.

Salvatore Striano

Lo spettacolo proposto giovedì 7 giugno è frutto di un laboratorio teatrale, tenutosi in istituto dal mese di ottobre 2017, che ha visto anche la prestigiosa partecipazione di Salvatore Striano grazie alla collaborazione avviata con il Circolo dei Lettori di Novara.  Il progetto, accolto favorevolmente dalla Dottoressa Rosalia Marino, Direttore dell’Istituto, è stato sviluppato attraverso una stretta connessione con i funzionari giuridico-pedagogici dell’Area Trattamentale interni alla Casa Circondariale di Novara e con il personale penitenziario.

I venti partecipanti al laboratorio, detenuti nella Casa Circondariale, hanno accolto la sfida di mettersi in gioco sperimentando la pratica del teatro quale preziosa strategia relazionale, utile ad arricchire la persona nel suo percorso di crescita personale e interpersonale nell’ambito del progetto rieducativo. Una scommessa vinta, a quanto pare: i corsisti hanno avuto l’opportunità di prendere parte a tutte quelle attività necessarie per l’allestimento dello spettacolo teatrale che vanno dall’elaborazione dei testi, allo studio della drammaturgia, dalla recitazione al canto, dall’allestimento.  

E chissà che la magia del teatro non possa salvare altre persone come già è successo per Striano, ex detenuto, oggi stimato attore e scrittore.

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